Cronaca dell’avventura a Lampedusa: tra calcio e integrazione

La Nazionale Italia di calcio a 5 “Crazy for Football” chiude e pieni voti la propria settimana a Lampedusa, ricca di eventi ed emozioni.

Un tournée all’insegna dello sport e dell’uguaglianza, quella degli Azzurri, iniziata il 24 ottobre con la proiezione del film “Crazy for Football” ai ragazzi dell’Istituto Omnicomprensivo “Luigi Pirandello” nell’ambito di CINEMIND, rassegna cinematrografica itinerante realizzata da ECOS con il sostegno finanziario di MIUR E MIBAC.

Il giorno successivo, 25 ottobre, i ragazzi sono poi scesi in campo allo Stadio Comunale per una partita di beneficenza con la formazione locale del GSD Academy Lampedusa Calcio.

Per la cronaca, il match si è chiuso per 3-2 a favore dei padroni di casa, ma ben più importante del risultato è stato il messaggio di integrazione e accoglienza trasmesso dalla gara e dalle stesse parole del sindaco di Lampedusa Salvatore Martello: «Quando ci idee come queste, sane e importanti per la comunità, questo ci riempie di gioia – ha detto il primo cittadino – Ci piace essere figli del mondo e persone che non creano differenze».

A fargli eco, Maria Leduisi, che – insieme all’Onorevole Pietro Bartolo – è stata uno dei motori di questo viaggio a Lampedusa della Nazionale, ribadendo l’importanza dello sport a sostegno della salute mentale: «Io ho dato una mano a creare delle connessioni tra le varie realtà: Lampedusa, il fondo “Fuocoammare per Lampedusa” e questa splendida squadra – ha spiegato -. Credo fortemente in queste iniziative di sport come riabilitazione psichiatrica».

Proprio il “Fondo Fuocoammare per Lampedusa” è stato, insieme a ECOS, organizzatore dell’evento. «Ringrazio tutti i presenti – ha detto la Presidente Stefania Mancini -. Spero che dopo questa partita potremo rincontrarci anche per i futuri mondiali “Dream World Cup” per pazienti psichiatrici, previsti in Perù nel 2020».

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Il progetto che portiamo avanti è molto impegnativo e necessita di notevoli risorse. La nostra è una vera Nazionale, con giocatori provenienti da tutta Italia. Per questo organizzare gli allenamenti, i raduni e le amichevoli è estremamente oneroso.

Ecco perché abbiamo bisogno di ogni contributo, anche il più piccolo, per aiutare i nostri ragazzi a vivere ancora questo sogno e continuare la battaglia culturale contro lo stigma e la discriminazione della malattia mentale. Sostienici!

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